Il decoro non è una divisa: lo spreco di Frattamaggiore che fa discutere Nessun obbligo di legge, zero segnalazioni e spese in aumento: perché il Comune spende migliaia di euro per l'ufficio di segreteria?

Letto 448 volte
Condivi su

La decisione dell’Amministrazione di Frattamaggiore di introdurre divise per il personale dell’Ufficio di Segreteria e per chi opera a contatto con il pubblico è una scelta che merita un’analisi severa. Non solo perché comporta una spesa aggiuntiva di 5.000 euro, ma soprattutto perché non trova alcun riscontro nella prassi nazionale. In Italia, nessun Comune veste di divisa lo staff del Sindaco. Nessuno.

 Una motivazione che non regge alla prova dei fatti

Nella risposta ufficiale all’interrogazione consiliare, il Sindaco giustifica l’acquisto delle divise richiamando:

  • riconoscibilità,
  • uniformità,
  • decoro,
  • prevenzione di diverbi con il pubblico.

Una motivazione che appare più come un tentativo di legittimare una spesa discutibile che come una reale esigenza amministrativa. Le norme citate – il DPR 62/2013 e il Codice di comportamento comunale – parlano di decoro e correttezza, non di divise. E soprattutto non impongono alcun vestiario specifico.

 La prassi nazionale: badge sì, divise no

In tutti i Comuni italiani, la riconoscibilità del personale amministrativo è garantita con strumenti semplici:

  • badge identificativi,
  • targhette magnetiche,
  • cartellini plastificati.

Costo: pochi euro. Funzione: perfettamente adeguata.

Le divise, invece, sono riservate a categorie operative:

  • Polizia Municipale,
  • Protezione Civile,
  • operatori ecologici,
  • manutentori,
  • custodi cimiteriali.

Mai allo staff del Sindaco. Mai al personale di segreteria. Mai agli addetti amministrativi.

 Nessun Comune italiano fa ciò che Frattamaggiore sta facendo

La scelta dell’Amministrazione è isolata, atipica, e non giustificata da alcuna prassi consolidata. Non esiste un solo Comune – grande, medio o piccolo – che abbia ritenuto necessario dotare di divise figure che svolgono compiti di relazione, comunicazione o supporto politico.

La domanda è inevitabile: perché Frattamaggiore dovrebbe essere l’unico Comune d’Italia a farlo?

 Diverbi con i cittadini? Una giustificazione debole

Il Sindaco sostiene che alcuni dipendenti indosserebbero abiti “eccessivamente informali”, causando “sgradevoli diverbi con i visitatori”. Un’affermazione grave, ma priva di qualsiasi supporto:

  • nessuna segnalazione protocollata,
  • nessuna relazione degli uffici,
  • nessun richiamo disciplinare,
  • nessun dato oggettivo.

Una motivazione basata su percezioni soggettive, non su fatti.

 Una spesa che non risponde a un bisogno reale

L’incremento di 5.000 euro per il vestiario è una scelta politica, non tecnica. Una scelta che non risponde a un obbligo normativo, non è supportata da evidenze, non è in linea con la prassi nazionale e non rappresenta la soluzione più economica.

La nota che pesa: questa spesa si aggiunge ai 42.000 euro annui per lo staff del Sindaco

C’è un elemento che rende la decisione ancora più discutibile: i 5.000 euro per le divise non sono una spesa isolata.

Si sommano infatti ai 42.000 euro all’anno già stanziati per le due figure dello staff del Sindaco, una struttura fiduciaria che non è accessibile ai cittadini e che non passa per concorso pubblico.

In altre parole: si aggiunge un’ulteriore spesa a carico dei cittadini, che già sostengono un costo significativo per figure scelte direttamente dal Sindaco.

In tempi difficili, ogni euro pubblico conta

In una fase storica in cui molte famiglie faticano ad arrivare a fine mese, in cui i cittadini chiedono servizi più efficienti e una gestione attenta delle risorse, evitare spese non essenziali non è solo buona amministrazione: è un dovere morale.

Quando la collettività affronta difficoltà economiche, ogni euro risparmiato è un euro che può essere destinato a servizi, manutenzioni, assistenza, sicurezza, cultura. In questo contesto, investire migliaia di euro in divise per personale non operativo appare una decisione fuori scala, che non risponde a un bisogno reale e non porta un beneficio concreto alla comunità.

 Conclusione

La scelta dell’Amministrazione di Frattamaggiore di introdurre divise per il personale di segreteria è legittima, ma non necessaria, non documentata, non coerente con la prassi nazionale e non supportata da alcun obbligo normativo. Una decisione che apre interrogativi sulla gestione delle risorse pubbliche e sulla reale utilità di una spesa che nessun altro Comune italiano ritiene necessaria.

E soprattutto, una decisione che pesa doppiamente: perché si aggiunge ai 42.000 euro annui già a carico dei cittadini per lo staff del Sindaco.

Letto 448 volte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *