Nunzio Raucci sarà il sindaco del popolo, con una sua squadra e con Peppe Barra ha un vero riferimento politico

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di Giuseppe Caputo

Si dice così, ci metto la faccia. Pur non essendo candidato.

Si schierano due tipi di persone: quelli che hanno in qualche modo beneficiato del sistema oppure quelle che scelgono liberamente.

Nella mia vita ho sempre scelto, mai per convenienza. Anche stavolta. E francamente potevo scegliere solo Nunzio Raucci. Tanti sono i motivi.

Innanzitutto, a Cardito, non c’è una persona che ama la sua città e la sua comunità più di Nunzio Raucci. E’ stato, ed è, parte integrante della comunità cattolica della Parrocchia di San Biagio. Da piccolo. Nunzio è sempre presente. Nunzio c’è. Non è uno slogan ben riuscito. E’ la certezza della sua presenza nella comunità.

C’è un altro aspetto fondamentale. La candidatura di Nunzio Raucci è stata costruita piano piano, negli anni. Si può dire che ha fatto la gavetta come accadeva nei partiti di una volta, ricoprendo tutte le cariche: giovanissimo assessore con il sindaco Peppe Barra, poi consigliere comunale, presidente del Consiglio Comunale.

Ha l’esperienza per fare il Sindaco, conosce i problemi del Comune. La farlocca questione della competenza che qualche avversario sbandiera per sminuire la forza politica di Nunzio, è un’arma spuntata. Quelli che oggi ci parlano di competenza dovrebbero prima indicarci quali competenze aveva l’attuale Sindaco quando si è candidato la prima volta.

I sacerdoti delle competenze dovrebbero farci capire quali competenze hanno gli attuali consiglieri comunali. Uno per uno. Gente che per cinque anni non ha mai parlato in Consiglio. 

Soprattutto, se sono competenti perché non hanno espresso il candidato sindaco? Una volta tanto hanno preso coscienza della propria scarsa qualità ed hanno lasciato al Sindaco la scelta del suo successore. Non hanno avuto né la capacità di sintesi, né quella di trovare un accordo interno, né di scegliere tra loro stessi il candidato sindaco.

Adesso vogliono propinarci la faccenda della competenza. Finanche convincerci che sono stati loro a scegliere il candidato sindaco. Non è passato il loro messaggio. Anzi più hanno enfatizzato la professionalità del loro candidato sindaco, più hanno dimostrato di avere un complesso di inferiorità.

La coalizione di Raucci ha condotto una campagne elettorale serena. Non ha nemmeno speculato sui conflitti d’interesse del candidato avversario. Conflitti d’interesse che divengono tali quando si gestisce la cosa pubblica da un lato e dall’altro si ha un legittimo interesse economico che si interseca con l’amministrazione.

A differenza del suo avversario Nunzio è un politico competente che dovrà indirizzare la macchina amministrativa. Questo fa il politico, questo fa il Sindaco. Le competenze e la gestione devono essere esercitate dai funzionari.

Un buon tecnico non sa fare tutto. Non conosce le dinamiche dei servizi sociali, non ha competenze nella gestione del personale amministrativo, non ha idea del settore contenzioso, dell’anagrafe, della gestione dei rifiuti.

Non dobbiamo votare per un governo tecnico, ma per un politico che sa indirizzare l’attività dell’Ente.

Dunque, Nunzio Raucci è un quarantenne che conosce la sua comunità dalla quale in questi giorni è stato accolto. Ha esperienza politico amministrativa, non ha interessi privati da difendere. E’ un uomo del popolo, soprattutto con la politica non si è arricchito.

Il suo avversario è sicuramente un affermato professionista, ma rispetto a Nunzio non ha la stessa integrazione con la comunità. Infine, non ha una squadra all’altezza, anzi non ce l’ ha proprio una squadra. Oltre ad avere l’ingombrante presenza del sindaco uscente in Consiglio, il fatto di non avere consiglieri a lui legati non gli consentirà di essere autorevole ed autonomo nelle scelte.

La filiera politico istituzionale di cui si vanta non parlerà mai con lui, ma sempre col detentore di voti e consiglieri, Cirillo.

Immagino solo il Vietnam che potrebbe generare nelle istituzioni la vittoria, improbabile, del candidato scelto da Cirillo. Ognuno per se, tutti contro tutti.

Una riedizione del disastro istituzionale provocato dal sindaco uscente: decine di assessori, consiglieri che passavano da una parte all’altra, stavolta continue minacce di dimissioni contestuali.

Grimaldi non ha pensato a questa prospettiva.

La differenza anche qui con Nunzio Raucci è determinante. Nunzio è stato scelto da una comunità politica ed umana. Un gruppo costruito nel tempo, al quale si sono aggiunte tante altre personalità, me compreso. Ognuno con una sensibilità politica diversa, accomunate dalla considerazione che Cardito è una cittadina trascurata, che la comunità è stata diseredata dall’ultima amministrazione.

Soprattutto  che Cardito abbia bisogno di cura da parte di chi la considera una parte di se, non un mezzo per la propria carriera oppure l’esito di una personale avventura politica.

Infine due ultime considerazioni, una sulla squadra e sull’autorevolezza, l’altra sulla leadership.

E’ indubbio che la squadra messa in campo da Nunzio Raucci, sia tra i candidati che tra i supporters sia di assoluta ed imparagonabile qualità. Si leggano le liste e si faccia una proiezione su eletti e non eletti. Altro che competenza ed autorevolezza.

A proposito di squadra, non posso che evidenziare la bellezza, la freschezza, la dinamicità, l’entusiasmo dei tantissimi giovani che sono candidati in tutte le liste. La lista “Barra al centro 80024” è composta solo da giovani ventenni e trentenni. E’ stata messa in campo una componente giovanile di indubbia qualità. Li si vede sui social, per strada. Hanno spirito d’iniziativa, proposte, volontà. Sono spontanei. Soprattutto sono veri. Salgono sui pachi, parlano, sono emozionati, ma esistono davvero. E’ un patrimonio che non deve essere disperso, indispensabile al futuro della comunità. Lo stesso discorso vale per le donne. Con Nunzio sindaco non sono “quote rosa”, sono candidate vere, che mostrano di avere sostanza. Hanno lavori, professionalità, esperienze.  Non sono messe lì per garantire l’elezione ai maschi. Faranno parte del governo della città.

Non posso scrivere altrimenti dell’altra coalizione. Per tutta la campagna elettorale non li hanno fatti parlare. Le liste non sono strutturate per far eleggere i nuovi, d’altronde gli uscenti non avrebbero fatto liste contro se stessi. Hanno fatto un palco per la passerella elettorale di Lello Topo e  Mario Casillo, due politici della corrente di Cirillo.Di altri politici regionali, ma nessun palco per i giovani.

Come ama dire Peppe Barra: “Con Grimaldi, giovani e donne non sono protagonisti, ma trattati come l’insalata di contorno alla bistecca”.

Concludo proprio con Peppe Barra. La genesi della sua carriera politica è simile a quella di Nunzio Raucci, entrambi sono “underdog” cioè “sfavoriti”.  Le condizioni di partenza non prevedevano una fulgida carriera politica. Figli entrambi di onesti lavoratori, famiglie operose, gente per bene, ma lontane dai salotti che contavano. Hanno certamente faticato il doppio per cancellare il pregiudizio classista. Oggi Peppe Barra è consigliere regionale, ma è stato prima consigliere comunale, poi assessore, poi Sindaco per un decennio.

Barra è l’unico consigliere regionale eletto a nord di Napoli, La filiera vera, Nunzio Raucci ce l’ha in casa.

A Cardito. Barra si è messo le sue scarpette ed ha battuto palmo per palmo il paese. Non per se stesso. Ormai è lì, ma per Nunzio, per il suo gruppo, per la visione prospettica che ha avuto aggregando una squadra di competenze e rinnovamento. 

Credo che quest’aria di rinnovamento, debba essere valorizzata dai carditesi, scegliendo Nunzio Sindaco.

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