Il “copyright” della memoria: Daniela Pezzella diffida il Corriere delle Città per il dipinto del padre La candidata sindaco contesta la «continuità ideale» con il rivale D'Ambrosio. La replica del Direttore Mattia: «La storia politica non si eredita per genetica, ci vediamo in tribunale»

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Dalla querela temeraria dell’ex Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini a quella dell’ex sindaco di Orta di Atella Arcangelo Brancaccio, fino a quelle del sindaco Marcantonio Del Prete infervoratosi per un goliardico fotomontaggio che lo ritraeva sul corpo del Duce, pensavamo di averle già viste tutte, ma evidentemente, ci sbagliavamo.

Ebbene, per comprendere l’assurda vicenda che ci vede coinvolti nostro malgrado, bisogna ritornare allo scorso venerdì 22 maggio, allorquando, durante un incontro per la presentazione dei candidati della coalizione di centrodestra tenutasi all’Hotel Giardino degli Aranci di Frattamaggiore, alla presenza di autorevoli esponenti nazionali e regionali di Fratelli d’Italia, come testata giornalistica, abbiamo ritenuto opportuno fare omaggio di un dipinto (olio su tela) al candidato sindaco Giuseppe D’Ambrosio con l’auspicio di una continuità ideale fra chi rappresentò più che degnamente la destra campana fin dagli anni 80, ovvero dal MSI ad Alleanza Nazionale fino a La Destra di Storace, il mai dimenticato Onorevole Antonio Pezzella, per noi tutti della vecchia guardia, semplicemente “Tonino”.

Ebbene, in redazione, nell’aprire la posta questo pomeriggio ci siamo ritrovati questa PEC che ci impone la pubblicazione del testo. Cosa per la quale avremmo volentieri fatto a meno, se non altro per non spingere ancor più nel ridicolo la firmataria di tale missiva, ma saremmo venuti meno al diritto/dovere di cronaca, per cui, di seguito ne pubblichiamo il testo integrale.

danielapezzella@pec.it

23 mag 2026 – 15:49

Spett.le Redazione del Corriere delle Città

Alla cortese attenzione del Direttore responsabile, sig. Antonio Mattia

Io sottoscritta Daniela Pezzella, nata a Napoli il 01.08.1976, residente in Frattamaggiore al Vico II Miseno 16, che richiede di ricevere comunicazione a mezzo seguente indirizzo pec: danielapezzella@pec.it figlia e erede jure hereditario dell’on. Antonio Pezzella, già parlamentare della Repubblica e figura storica della destra campana, nonché in qualità di candidata sindaco del Comune di Frattamaggiore nell’attuale competizione amministrativa per elezioni del 24/25 maggio 2026, espongo quanto segue.

In data 23 maggio 2026 ho appreso della pubblicazione, sul Corriere delle Città, testata diffusa sia in formato web sia in formato cartaceo, dell’articolo intitolato “Frattamaggiore, il centrodestra si compatta al Giardino degli Aranci: c’è il viceministro Cirielli per D’Ambrosio sindaco”.

Nel predetto articolo si dà conto della presentazione delle liste del centrodestra a sostegno del candidato sindaco Giuseppe D’Ambrosio e, in tale contesto, si riferisce della donazione al medesimo candidato di un dipinto raffigurante il volto di mio padre, l’on. Antonio Pezzella.

Il contenuto dell’articolo, tuttavia, non si limita a riferire un fatto di cronaca politica. Esso attribuisce alla donazione del dipinto e all’immagine di mio padre un significato politico preciso, parlando espressamente di “continuità ideale” e di una sorta di “testimone” che verrebbe affidato al candidato Giuseppe D’Ambrosio.

Tale ricostruzione è da me fermamente contestata.

L’immagine di mio padre, la sua storia personale e politica, la sua memoria familiare e pubblica non possono essere utilizzate, senza il consenso della famiglia e in particolare della figlia, per costruire una narrazione elettorale favorevole a un candidato sindaco concorrente.

La circostanza assume rilievo ancora più grave in quanto io stessa sono candidata sindaco del Comune di Frattamaggiore con una proposta politica autonoma e distinta rispetto a quella del candidato Giuseppe D’Ambrosio. L’accostamento dell’immagine di mio padre alla candidatura del predetto candidato, e ancor più la rappresentazione di tale accostamento come “passaggio di testimone” o continuità ideale, rischia di ingenerare nell’opinione pubblica l’erronea convinzione che la famiglia Pezzella abbia autorizzato, condiviso o comunque avallato l’utilizzo politico-elettorale dell’immagine dell’on. Antonio Pezzella a sostegno di altra candidatura.

Tale consenso non è mai stato prestato.

Nessuno ha chiesto alla sottoscritta alcuna autorizzazione all’utilizzo dell’immagine, del ritratto, del nome, della memoria o del patrimonio morale e politico dell’on. Antonio Pezzella per finalità di propaganda, sostegno, legittimazione o continuità elettorale in favore del candidato Giuseppe D’Ambrosio.

È bene chiarire, con assoluta nettezza, che la presente contestazione non riguarda il diritto di cronaca, né il diritto di ricordare pubblicamente la figura politica dell’on. Antonio Pezzella. Mio padre è stato uomo delle istituzioni, parlamentare della Repubblica e personalità appartenente alla storia politica della destra campana. Nessuno intende cancellarne il ricordo o impedirne la commemorazione pubblica.

 

Ciò che si contesta è cosa del tutto diversa: l’utilizzo della sua immagine e della sua memoria in un contesto elettorale specifico, a sostegno di un candidato determinato, concorrente della figlia, mediante espressioni idonee a far apparire quella candidatura come naturale erede politica della figura dell’on. Antonio Pezzella.

Tale utilizzo, a mio avviso, travalica i limiti del diritto di cronaca e incide indebitamente sui diritti della famiglia, sulla tutela dell’immagine del defunto, sulla memoria personale e politica di mio padre e sulla correttezza del confronto elettorale.

La tutela dell’immagine trova fondamento nell’art. 10 del codice civile, che consente ai congiunti di chiedere la cessazione dell’abuso quando l’immagine della persona, dei genitori, del coniuge o dei figli sia esposta o pubblicata fuori dai casi consentiti dalla legge, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei congiunti.

Rilevano altresì gli artt. 96, 97 e 93 della legge 22 aprile 1941 n. 633, in materia di diritto all’immagine e ritratto, anche con riferimento alla necessità del consenso dei familiari dopo la morte della persona ritratta, non potendo le eccezioni previste per le persone note o per i fatti di interesse pubblico essere estese sino a consentire un impiego politico-elettorale dell’immagine del defunto non autorizzato dai suoi familiari.

Alla luce di quanto sopra, con la presente

DIFFIDO

la redazione del Corriere delle Città, il Direttore responsabile Antonio Mattia e ogni altro soggetto coinvolto nella pubblicazione e diffusione del contenuto in oggetto:

  1. a cessare immediatamente ogni utilizzo dell’immagine, del ritratto, del nome e della memoria dell’on. Antonio Pezzella in termini idonei a rappresentare, anche implicitamente, un sostegno, una investitura, una continuità ideale o un passaggio di testimone in favore del candidato sindaco Giuseppe D’Ambrosio;
  2. a rimuovere, modificare o rettificare l’articolo pubblicato in data 23 maggio 2026 nella parte in cui attribuisce alla donazione del dipinto raffigurante mio padre il significato di “continuità ideale” e di “testimone” affidato al candidato Giuseppe D’Ambrosio;
  3. a pubblicare, con pari evidenza rispetto all’articolo originario, sia sul sito web sia sull’eventuale edizione cartacea, una rettifica nella quale sia chiarito che la famiglia dell’on. Antonio Pezzella, e in particolare la sottoscritta Daniela Pezzella, figlia dello stesso e candidata sindaco del Comune di Frattamaggiore, non ha mai autorizzato l’utilizzo dell’immagine del padre a sostegno della candidatura di Giuseppe D’Ambrosio e non riconosce alcun passaggio di testimone politico in favore del predetto candidato;
  4. a non utilizzare ulteriormente, direttamente o indirettamente, l’immagine, il ritratto, il nome o la memoria dell’on. Antonio Pezzella in articoli, post, comunicati, fotografie, video, manifesti, materiale elettorale o contenuti giornalistici che possano essere interpretati come sostegno politico-elettorale alla candidatura di Giuseppe D’Ambrosio o ad altra candidatura non autorizzata dalla famiglia;
  5. a comunicare per iscritto, con urgenza, le determinazioni assunte in merito alla presente richiesta.

Chiedo, ai sensi dell’art. 8 della legge 8 febbraio 1948 n. 47, la pubblicazione della seguente rettifica:

“La signora Daniela Pezzella, figlia dell’on. Antonio Pezzella e candidata sindaco del Comune di Frattamaggiore, precisa che né lei né la famiglia dell’on. Antonio Pezzella hanno mai autorizzato l’utilizzo dell’immagine, del ritratto o della memoria dell’on. Antonio Pezzella a sostegno della candidatura di Giuseppe D’Ambrosio. Ogni riferimento a un passaggio di testimone, a una continuità ideale o a una investitura politica in favore del predetto candidato non rappresenta la volontà della famiglia Pezzella e viene espressamente contestato.”

La presente vale quale formale diffida e messa in mora a ogni effetto di legge.

In difetto di immediato riscontro e di adeguata rettifica, mi riservo di tutelare i miei diritti, la memoria di mio padre e gli interessi della famiglia Pezzella in ogni competente sede giudiziaria, anche in via d’urgenza, con richiesta di inibitoria, rimozione dei contenuti, pubblicazione del provvedimento e risarcimento di tutti i danni subiti e subendi.

Mi riservo altresì ogni ulteriore iniziativa a tutela della correttezza del confronto elettorale e dell’immagine pubblica della mia candidatura.

Distinti saluti.

Frattamaggiore, 23 maggio 2026

Daniela Pezzella

Orbene, premesso che la “continuità ideale” non credo sia soggetta a obblighi di concessione o di copyright, nella fattispecie, potrebbe configurarsi una “continuità genetica”, ma non vedo in che modo possa essere messa in relazione con un gesto come l’omaggio di un dipinto ad un autorevole esponente di FDI da parte di una redazione giornalistica. Per altro, in quel gesto non vi erano in alcuna maniera gesti o azioni denigratori, anzi, si auspicava di cuore che il testimone ideale di un uomo che fu bandiera storica della destra napoletana, potesse essere portato avanti da chi ha scelto di portare avanti quella fiamma tricolore che è ancora simbolo di onestà, rettitudine, passione e onore.

Vede, signora Pezzella, negli ultimi sei anni di lavoro, gomito a gomito col suo papà, ho imparato tante cose. Una di queste è lo stile col quale Tonino era solito concludere le sue missive. Io farò quello che lui mi insegnò:

“I partiti, come pure gli amici, uno se li sceglie. I parenti no. Quelli te li manda il Padreterno e bisogna giocoforza accettarli”.

Laddove ella si ritenga offesa o lesa nei suoi diritti, mi quereli

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