Critiche cancellate, posizioni ribaltate: la coerenza politica alla prova dei primi 60 giorni Tra post rimossi, debiti fuori bilancio e narrazioni ribaltate: le contraddizioni dei primi sessanta giorni della giunta Luigi Del Prete al vaglio della critica

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A Frattamaggiore, i primi sessanta giorni della nuova amministrazione con Luigi Del  Prete sindaco hanno aperto un dibattito che va oltre i singoli provvedimenti. Il tema centrale è diventato la coerenza: chi oggi invita alla prudenza e accusa i giornalisti di “criticare troppo presto”, fino a pochi mesi fa era tra i più attivi nel contestare ogni scelta della precedente gestione. Molti di quei contenuti, pubblicati sui social, sono stati rimossi, quasi a voler cancellare un passato che oggi risulta scomodo. Le voci critiche di allora non sono scomparse da sole: sono state eliminate proprio da chi oggi fa parte della maggioranza al governo locale.

La questione della manutenzione ordinaria è uno degli esempi più evidenti. Gli stessi esponenti che ieri denunciavano la comunicazione “trionfalistica” su interventi minimi, oggi difendono quella stessa impostazione e criticano chi continua a sostenere che l’ordinario non può essere presentato come una conquista politica. Una contraddizione che non passa inosservata, soprattutto perché diversi post e dichiarazioni di allora sono stati eliminati.

Il ribaltamento è altrettanto chiaro sul tema dei debiti fuori bilancio. Chi ieri votava contro o abbandonava l’aula al momento del voto, oggi — nelle vesti di componente della maggioranza — sostiene l’esatto contrario. Un cambio di posizione che non può essere spiegato soltanto con il nuovo ruolo istituzionale: la coerenza non dovrebbe dipendere dalla collocazione politica del momento, ma dalla continuità delle proprie convinzioni.

Anche sul fronte dei reati ambientali si registra un cambio di passo. Nessuno auspica il male di nessuno, e la prudenza è sempre doverosa. Ma è difficile non notare che chi oggi invita alla moderazione era, fino a poco tempo fa, tra i più attivi nel commentare e nel giudicare l’operato altrui. Oggi, invece, ogni osservazione viene letta come un attacco, e chi solleva dubbi viene accusato di voler “affossare” l’amministrazione dopo appena sessanta giorni.

Ed è qui che emerge un punto fondamentale: la critica giornalistica non ha un periodo di attesa. Non esiste alcuna regola democratica che imponga di aspettare settimane o mesi prima di analizzare atti, scelte o comunicazione istituzionale. Nel 2015, le critiche verso il sindaco Marco Antonio Del Prete iniziarono dopo quaranta o cinquanta giorni, e proprio da alcuni dei protagonisti che oggi chiedono silenzio e pazienza. La critica nasce dal confronto, dalla verifica dei fatti, dalla trasparenza. Non può essere sospesa in base alle convenienze politiche del momento.

In una comunità che vuole crescere, la credibilità si misura anche dalla capacità di mantenere una linea coerente nel tempo. Prima di giudicare l’operato degli altri, sarebbe opportuno guardarsi allo specchio e chiedersi se le posizioni di oggi sono compatibili con quelle di ieri.

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