E’ stata definita la “Giorgia Meloni napoletana“. Da sempre orgogliosamente donna di destra, Carmela Rescigno ci ha concesso una breve ma esaustiva intervista che fotografa con estrema nitidezza la situazione in una regione come la Campania, dove il centrosinistra rischia seriamente di fare la differenza alle prossime politiche, che sono oramai dietro l’angolo.
- In queste ultime ore sembra di assistere ad un vero e proprio esodo di esponenti di primo livello che dal centro destra passano a Futuro Nazionale. Lei fece questa scelta in tempi non sospetti. Cosa la convinse a scegliere il movimento del Generale Vannacci?
- L ‘ho dichiarato. Ci sono alcuni confini (come dice Roberto Vannacci) invalicabili. Per me la legalità è una zona rossa. Quando il tuo partito decide di abbandonarti in una battaglia contro la giunta Fico per la legalità, capisci che quella non è più la tua casa. Vannacci sta ridando orgoglio alla vera destra, sta rialzando la bandiera del patriottismo, della sicurezza. Finalmente una destra non serva dei poteri forti.
- La Campania risulta essere una delle roccaforti rosse dove le sinistre sembrano continuare ad avere gioco facile, ciò nonostante sta crescendo anche all’ombra del Vesuvio, un sorprendente interesse verso Futuro Nazionale. Quali secondo Lei i motivi per i quali il centrodestra campano non solo non riesce più ad incidere, ma fa registrare il minimo storico in questa regione in termini di consenso?
- La risposta è semplice. L’attuale classe dirigente del centrodestra non ha più appeal. Non è in grado di fornire una proposta alternativa chiara e credibile. Sulla sanità, sul lavoro, sulla sicurezza e sull’etica della politica hanno le idee confuse. Andrebbe azzerata e resettata. E’ il motivo per cui nasce Futuro Nazionale.
- I sondaggisti più attendibili danno Futuro Nazionale intorno al 5% ma in costante crescita. Il prossimo anno ci saranno le amministrative di Napoli e a seguire le politiche. Mentre a Milano l’intenzione appare quella di correre da soli, a Napoli e in Campania una vostra corsa in solitaria, ovvero senza entrare in coalizione col centrodestra, e visto il probabile testa a testa col centrosinistra, potrebbe incidere addirittura sull’esito delle politiche a livello nazionale. Una bella responsabilità quella di rischiare di regalare il Paese alle sinistre. Che idea si è fatta in merito a questa ipotesi?
- Regaliamo il paese alla sinistra se continuiamo a tradire i principi del centrodestra. Siamo stati votati per rendere le città più sicure, per mettere l’interesse italiano al primo posto, per contrastare le politiche della signora Von der Leyen. Se non siamo stati in grado di rispettare questi impegni è naturale che gli elettori ci voltino la faccia. Futuro Nazionale non promette grandi cose, ma misure concrete e di buonsenso.
- Un tempo, in quella che fu Alleanza Nazionale, il fenomeno delle correnti all’interno del partito generò una sorta di sana competizione che portò A.N. al governo del Paese. In Campania, considerato anche il fatto che varie anime sono confluite in Futuro Nazionale, dagli ex leghisti ai meloniani delusi, fino alla componente alemanniana di Indipendenza, pensa che possa ripetersi quel fenomeno oppure le varie componenti potrebbero arenarsi dinnanzi ad antichi dissapori, impedendo di fatto quella svolta storica che la regione attende oramai da troppi anni?
- Non vedo questo pericolo. C’è un leader come Roberto Vannacci e un programma chiaro su sicurezza, Europa e famiglia. Accettiamo solo correnti di idee e non di potere.
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